giovedì, ottobre 05, 2006

dermagi ch'a n'ampicu gnun

In treno mi è capitato di leggere un giallo di Margherita Oggero, dove a un certo punto si cita un modo di dire piemontese: dermagi ch'a n'ampicu gnun, peccato che non si impicchi nessuno.
Un'espressione per indicare che nonostante la giornata sia buona, pur filando tutto liscio, ci sarebbe magari bisogno di un qualcosa per renderla ancora più piacevole, per esempio quello che una volta era uno "spettacolo gratuito" per il popolino: una bella esecuzione nella pubblica piazza.

Per una strana associazione di idee mi è venuta in mente la rivalità storica tra i due maggiori centri di cui è composta la città di Imperia, Oneglia e Porto Maurizio.
I due centri, storicamente rivali, sono stati uniti in un solo comune denominato "Imperia" assieme ad altri paesi più piccoli dell'immediato entroterra, con il regio decreto 2360, firmato nel 1923 dal re Vittorio Emanuele III e da Mussolini.



Se burocraticamente le città sono state unificate, la vecchia rivalità è rimasta. Il segno più evidente è forse riscontrabile nei nomignoli con cui reciprocamente si chiamano gli imperiesi: cacelotti e ciantafurche.
A Oneglia, definita Savoia Civitas Fidelissima, vigeva la giurisdizione piemontese. Quindi stesse leggi e stessa pena capitale del Piemonte: l'impiccagione, da qui la necessità di piantare delle forche.
Porto Maurizio, era invece dominio della repubblica di Genova, che, con leggi diverse, prevedeva un altro tipo di pena capitale: il taglio della testa, in latino caput caedere. Si narra anche di un tale Cacello, condannato all'ergastolo, che pur di avere condonata la pena aveva accettato di svolgere le mansioni di boia. Sta di fatto che gli onegliesi chiamino tuttora i portorini con il nomignolo di cacelotti.

A causa della rivalità lo stemma della città di Imperia è rigorosamente diviso un due parti uguali, con tanto di croce sabauda e croce della repubblica di Genova, il municipio e tutti gli edifici pubblici si trovano a metà strada, nel territorio che una volta era una specie di terra di nessuno, ci sono due stazioni ferroviarie e tre santi patroni.
Si, proprio tre: infatti se prima esistevano due feste patronali, recentemente il vescovo pensò di unificare le due celebrazioni indicando un nuovo patrono per tutta la città.
In questo modo, gli onegliesi continuano a festeggiare il loro San Giovanni, i portorini il loro San Maurizio e tutti assieme festeggiano tiepidamente il loro nuovo patrono, San Leonardo da Porto Maurizio che, poverino, ha pure la colpa di non essere super partes ma di essere un cacelotto.

4 commenti:

nico ha detto...

Il brutto di tutto ciò è che se lavori a Imperia (Oneglia)quando è S.Giovanni i datori di lavoro dicono che si deve fare festa patronale a S.Leonardo ed il 26 novembre poi ti dicono che in realtà il vero patron di Oneglia è S.Giovanni e quindi si lavora!!!

gimmi ha detto...

Nico, parli mica per esperienza diretta? ;-)

Ho sentito dire che chi comanda in questo oleificio è molto campanilista e invece di chiudere l'azienda il 26 nov. la chiude il giorno di san Giovanni, proprio per puro campanilismo. Ti risulta?

Riccardo ha detto...

A me risulta che, nonostante il patrono ufficiale sia San Leonardo, l'oleificio chiude produzione e vendita a San Giovanni, pagando le relative penali amministrative (dato che la giornata è formalmente feriale). Inoltre sulle bottiglie ci scrivevano Oneglia (poi un giudice nescio gliel'ha fatto togliere, penso che ora abbiano vinto e lo possano rimettere ma non sono aggiornato). Queste cose, per chi discende da ciantafurchiland, sono una vera goduria. Il campanilismo è una scemaria, ma la classe è classe, ed è qui dove il vero ciantafurche si differenzia dal povero cacelotto.

gimmi ha detto...

Ciao Riccardo, grazie per essere passato di qua e aver raccontato la "vicenda" dell'oleificio.
Mi permetto di fare l'avvocato del diavolo (o meglio dei cacelotti), e ricordarti che questo oleificio e un noto pastificio di Oneglia, sponsor della bella manifestazione che riunisce a imperia gli yacht d'epoca, hanno utilizzato Porto Maurizio e non Oneglia come sfondo del manifesto ufficiale della manifestazione ;)
http://www.veledepoca.com/08/images/locandine/loc90.jpg

PS: avrei speso qualche parola anche a favore dei ciantefurche in altre circostanze. Il fatto e' che mi piace "stimolare" il campanilismo tra cacelotti e ciantafurche, molto elegante e raffinato. Il migliore campanilismo che conosca.