lunedì, ottobre 02, 2006

Tittul par nin fässe ciapar da gugol e iaù.*


Il servizio gratuito AdSense di Google permette di pubblicizzare sul proprio sito gli annunci economici selezionati da Google dietro il pagamento di alcuni centesimi per ogni click effettuato. Anch'io, nel momento in cui ho personalizzato la pagina del mio blog ho inserito nella barra laterale (l'unica in cui, grazie alle mie incompetenze informatiche, fino ad ora sono riuscito a mettere mano) questi annunci, e dopo un paio di post è diventato evidente come le pubblicità proposte richiamavano esplicitamente gli argomenti trattati nel blog (cosa peraltro già dichiarata apertamente da Google al momento dell'iscrizione al servizio).
La settimana scorsa su Specchio, l'inserto del sabato della Stampa, c'era un interessante articolo che mi ha dato un po' da pensare, riguardante la rete e la privacy. In questo articolo c'era scritto che il sito americano di notizie on.line News.com ha dato una dimostrazione pratica in cui, incrociando i dati risultanti dalle ricerche fatte sui motori di ricerca, si riuscivano chiaramente ad ottenere informazioni su un utente. È stato preso l'utente 710794 e si è scoperto che era un golfista sovrappeso, proprietario di una Cadillac SLS del '98, tifoso di basket di una squadra del Tennessee e che come vizietto aveva la passione per le ragazzine. Questa palese violazione della privacy ha generato uno scandalo che ha fatto perdere il posto di lavoro a tre tecnici di Aol (!!!).
La legge sulla privacy italiana individua nel trittico salute-idee politiche-abitudini sessuali i dati sensibili di ogni italiano, quelli che non possono in nessun modo essere divulgati e resi pubblici. I motori di ricerca si trovano in evidente contrasto, poichè incrociano i dati delle ricerche effettuate dagli utenti allo scopo di selezionare gli annunci da proporre sui siti, e vendono così agli inserzionisti pubblicitari un prodotto automaticamente già tarato su argomenti specifici. Se a questo aggiungiamo gli zoom che facciamo sulle mappe o sulle foto satellitari è evidente che il quadretto che può essere fatto su ognuno di noi può diventare parecchio dettagliato.
Il problema è che i pubblicitari non sono gli unici ad esserne interessati: il Dipartimento di Giustizia Americano ha fatto richiesta di questi dati, che gli sono già stati forniti da Yahoo, Aol e Msn, mentre Google sta ancora nicchiando.
L'Italia, che sappiamo essere contrarissima a qualsiasi tipo di intercettazione e controllo, è già allo stadio successivo, il software Beagle (utilizzato per calciopoli) riesce a dare un significato alla parola utilizzata collegandola al contesto (ad es. la parola calcio può essere utilizzata come sport, elemento chimico, ecc) aggiungendo così un grado ulteriore di “raffinatezza” all'elaborazione.

Nel nostro piccolo, per quanto riguarda questo blog, ormai siamo stati scoperti: sanno sicuramente di dove siamo, cosa facciamo e che ci piace la carne alla griglia!!
Non ci resta che depistarli... potremmo cambiare il nome in regionale313... io, dal canto mio, d'ora in avanti farò finta di essere un surfista vegetariano e sovrappeso del Wyoming, ovviamente proprietario di un SUV!!

* titolo per depistare google e yahoo.

5 commenti:

lupo ha detto...

Prova a spezzare in due l'articolo

Ale ha detto...

sE nOn Ci FoSsE iL pIgHeR bIsOgNeReBbE iNvEnTaRlO!!!

pigher ha detto...

nemmeno sotto tortura!!

lupo ha detto...

Pigher... sei contro l'innovazione e il progresso!

pigher ha detto...

non posso...la mia religione non lo consente!!