sabato, settembre 15, 2007

passato il v-day

cancellato l'inizio del post, era una belinata..... Adatto le frasi sottostanti in modo che non restino decontestualizzate. (gimmi 22/09/2007).

Ieri sera, leggendo un libercolo di poesie di Evtušenko, credo di aver capito perché Beppe Grillo non potrà cambiare il marciume politico imperante. Riporto di seguito quanto ho letto e che più mi ha colpito. Ovviamente il poeta si riferiva ad altro, ma il discorso, per analogia con l'Italia di adesso, mi quadra parecchio:
........ Secondo il mio punto di vista, la crisi iniziò con la morte di Sacharov. Il motivo? Perchè Sacharov era l'unica persona in tutta la nostra politica dinnanzi alla quale si provasse vergogna. Con la sua morte persone simili non ne rimasero. Egli fu l'ultimo idealista senza macchia. [...omiss...] Si, la libertà di parola da noi c'è, forse per la prima volta in tutta la storia della Russia. Ma la politica si è già consegnata l'immunità: la libertà di ignorare la libertà di parola. Chiunque voglia farti vergognare non ci riesce, e basta.
Problema non inferiore a quello delle riforme economiche è la riforma di coscienza. Sono necessari gli uomini. Uomini di fronte ai quali altri uomini provino vergogna, su questo è il mio libro......
Purtroppo Grillo non è Sacharov e anche noi, in Italia, siamo senza sostituti.
Per concludere con un lumicino di ottimismo, trascrivo questa poesia di Evtusenko, intitolata monologo dell’uomo di dopodomani. Fu scritta nel 1972, ma pubblicata, poi capirete perché, solo nel 1991. Mi auguro che sia profetica:

Non avevano un partito Adamo ed Eva,
l’arca fu ideata dall’apartitico Noè.
Tutti i partiti, con sorrisetto maligno,
l’inventò il diavolo – ha cattivo gusto.

E forse nel cuore della mela stessa,
qual verme era rinchiusa – verme e serpente in una –
la politica – professione di origine diabolica –
e gli uomini sono inverminiti poi.

La politica inventò la polizia,
la politica inventò i capi,
contò la persona viva con l’unità
e suddivise gli uomini in partiti.

Dov’è della vedova il partito, del mutilato, del pellegrino,
del bambino e della famiglia il partito dov’è?
Dov’è il confine tra Magadan e Majdanek,
e tra Oswiecim e Songmi?

Un giorno, un giorno, un giorno,
ai trisnipoti dei tempi odierni tutti i partiti
verranno a mente come una remota cosa,
come selvaggia, stragrande Babilonia.

E un mondo ci sarà senza mutilati sul sagrato,
senza storpi morali al potere,
e un unico partito in esso:
il suo semplice nome – uomo.



1 commento:

nico ha detto...

Spero anche io che il"monologo dell’uomo di dopodomani" sia profetica; tuttavia non sono molto ottimista in proposito. Secondo te le nuove generazioni riescono a capire e soprattutto sono interessate a capire? e quanti di noi lo sono?