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lunedì, aprile 05, 2010

la strada di Blasco Ibáñez

Rita BarberaA Valencia, in Spagna, si sta pensando di fare una grossa belinata come quella della distruzione della casa di Paganini citata nel post precedente.
Per la precisione esiste il progetto di prolungare fino al mare una grossa strada abbattendo 1651 abitazioni di un quartiere tra il centro della città e il mare, il Cabanyal-Canyamelar.

L'attuale sindaco, la signora Rita Barberá (foto a destra), è una dei più accesi sostenitori del prolungamento, contro di lei gli abitanti del quartiere e molti altri cittadini.

Il quartiere fu costruito dai pescatori nel XIX secolo ed è caratterizzato da piccole case, oggi magari un po' malandate, caratteristiche di una piccola architettura popolare antitetica a quella gigantesca e orribile delle speculazioni immobiliari che va tanto di moda ai nostri giorni.
Tagliare in due quel quartiere significherebbe alterarne in maniera irreversibile la sua identità.
La scelta è quindi tra "risanare" abbattendo e ricostruendo, spaccando in due un quartiere omogeneo con una strada ad alto scorrimento e nuove abitazioni intorno, oppure salvaguardare un patrimonio storico di casette e piccoli gioielli come quello nella foto.

Per fortuna gli abitanti del Cabanyal sono agguerriti ed hanno trovato qualcuno che li ascolta al Ministero dei Beni Culturali.
A leggere la storia non riesco proprio a capire a cosa serva cancellare il cuore di un quartiere per prolungare l'avenida dedicata a Vicente Blasco Ibáñez, autore di numerosi romanzi da cui furono tratti diversi film di successo, come "Sangue e arena" o "i quattro cavalieri dell'Apocalisse".

E pensare che la sua prima novella, "Flor de Mayo", era ambientata proprio nel Cabanyal!

Trasposto in Italia, sarebbe più o meno come trasformare piazza Verga di Aci Trezza in un grosso parcheggio, radendo al suolo la casa del nespolo e le casette vicino all'ormeggio della Provvidenza dei Malavoglia. Una grossa scemenza, appunto.

venerdì, luglio 18, 2008

una gita a Valencia

Se capitate a Valencia, è un'ottima cosa fermarsi a vedere il centro storico. Ci sono opere da non perdere: la cattedrale (dove è possibile vedere quello che affermano essere il "Santo Graal"), la torre del Micalet, la lonja de la Seda, il mercato (sì, a Valencia anche il mercato è una meraviglia), eccetera...

Alle porte della zona storica, vicino a quello che era il letto del fiume, ci sono le imponenti torri del Serrano.

Entrate nella zona storica lasciando le due torri alle vostre spalle, percorrete la strada pedonale per un centinaio di metri e poi cercate sulla sinistra un vicolo più piccolo che si chiama Carrer Cruz, dove, dopo qualche passo, si trova l'ingresso della foto.
Ecco, avete trovato l'ingresso del Restaurante Huso.

Arrivato alle tre e un quarto di pomeriggio di un sabato (ora di pranzo da quelle parti) ho potuto ordinare un menu a prezzo fisso che prevedeva un qualcosa tipo Arroz a banda oppure un Arroz del senyoret (quello fotografato vicino alla caraffa di sangria, per capirci).
Mi hanno spiegato che non si tratta di paella, ma un arroz, la paella è ancora diversa. Ero troppo profano per capire al volo le spiegazioni e troppo affamato per chiedere delucidazioni.
Inutile precisare che del "risotto" (i valenciani mi passino il termine) non è rimasto più nulla.

Per la cronaca era un Arroz da 4 persone.


Poi, per concludere, che c'è di meglio di qualche dolcetto?

Sono proprio contento del locale. Il fatto che fossimo gli unici "foresti" di una trattoria piena mi ha subito tranquillizzato (solo dopo ho pensato che magari i foresti avevano già pagato il conto e se ne erano usciti). Dopo il pranzo ho pensato che mi avevano proprio portato nel locale giusto.

Insomma, che aspettate a prenotare un buon hotel a valencia e provare anche voi di persona?